Incisione

Incisione è un disegno reso indelebile in un corpo per asporto di materiale. Essa può essere ottenuta sui metalli, sulle resine plastiche, sulle pietre, sul legno, sull’avorio, sulle conchiglie marine, sui coralli imitando le forme, le luci e le ombre degli oggetti visibili.

L’asporto di sostanze può essere ottenuto: per azione di acidi isolando con cere le parti da rispettare ed allora si parla di incisione all’acido o al l’acquaforte; con ferri chiamati bulini ed allora si parla di incisione al bulino. Essendo la superficie di taglio lucida, l’incisione a bulino è detta anche a ta glio lucido. Il metallo può essere asportato anche con scalpelli; ciò avviene nella fabbricazione degli stampi; questi incisori si chiamano stampisti.

Un tempo l’incisione a mano o chimica era indispensabile all’arte della stampa per la riproduzione di quadri e di disegni. Le prime incisioni furono eseguite su legno, dette xilografie (dal greco xilos che significa legno); l’incisione su rame venne dopo.

La scoperta della pietra litografica e poi della fotoincisione hanno confinato l’incisione alla fabbricazione degli stampi e alla oreficeria.
Nell’oreficeria, l’incisione è quella ottenuta con il bulino. Il disegno può essere incavato oppure risaltare il rilievo: nel secondo caso si parla di incisione a rilievo.

Possiamo perciò avere:

  • l’incisione chimica, ormai a solo scopo artistico;
  • l’incisione fotochimica a scopo tecnico nella stampa e nella fabbricazione dei circuiti stampati;
  • l’incisione galvanica;
  • l’incisione al bulino e a mano per oreficeria; l’incisione per la fabbricazione di stampi;
  • l’incisione meccanica al pantografo e al ghiglioscé;
  • l’incisione ad ultrasuoni ed elettroerosione.

L’incisione più antica è quella eseguita a mano con i bulini. L’incisione con procedimento fotochimico interessa esclusivamente la fabbricazione dei clichés per giornali, riviste, libri.

(Tratto da “Oreficeria moderna. Tecnica – pratica” terza ed. L. Vitiello ed Hoepli)